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Un pò di storia
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Monasterolo Casotto è un piccolo centro situato nella valle Casotto di cui il paese più conosciuto è Pamparato. Conta 126 abitanti (Monasterolesi) e ha una superficie di 7,7 chilometri quadrati e sorge a 726 metri sopra il livello del mare.
Monasterolo è diviso in varie parti, chiamate Borgate. Le principali sono: Borgata Sottana, Borgata Cravena, Borgata Soprana e Borgata Case Scuole. Questo paesino diventa in estate un piccolo centro di villeggiatura.
Poco fuori del paese sono presenti i resti del castello di cui oggi rimane solo visibile la torre.
Un’antica iscrizione ritrovata presso la chiesa di San Colombano attribuisce origini romane al piccolo comune di Monasterolo Casotto, il cui nome va comunque attribuito ad un monastero di frati Benedettini che qui si insediarono nel XII secolo.
L’aggiunta di “Casotto”, dal nome del torrente che ne solca la valle, risale al 1862, quando un Regio decreto concesse ai Comuni della Provincia di Cuneo la facoltà di adottare un nuovo nome.
In quell’occasione venne anche adottato un nuovo stemma che raffigura una chiesa addossata ad un monastero su cui si erge una torre bianca, contornati da due rami di agrifoglio.
La storia di Monasterolo Casotto vede passarne la proprietà dal Conte di Bredolo a quello di Alba ed al Marchese di Ceva (su disposizione del Marchese Bonifacio di Savona che aveva diviso gli stati nel 1142). I Signori di Monasterolo abitarono il Castello, ormai distrutto, presso il torrente Feia e quasi a picco sul sottostante torrente Casotto. Il castello, durante il Marchesato dei Ceva fu sede di dazio e di giustizia.
Durante la sanguinosa “Guerra del Sale” ed il contrabbando vi furono impiccate numerose persone, anche del paese. L' ultima impiccagione di un contrabbandiere del paese risale alla fine del '700.
La fine del castello viene attribuita ad Amedeo VIII di Savoia che nel 1414 lo distrusse assieme a quello di Pamparato. Oggi sono ancora visibili alcuni spezzoni del muro ed è leggibile il tessuto perimetrale assieme alla torre che, ancora pressoché integra, sfida il tempo.
I territori furono contesi fra il Marchese di Ceva e la corte Sabauda, dopodiché anche gli abitanti di Monasterolo parteciparono alle varie guerre di liberazione che interessarono il Piemonte prima e l’Italia in seguito con i conflitti mondiali.
Durante il regime fascista il Comune fu annesso a quello di San Michele Mondovì fino al 1947, quando gli fu nuovamente riconosciuta l’autonomia.
A metà strada tra la Borgata Sottana e la Borgata Soprana sorge la chiesa parrocchiale costruita all’inizio del 1900 per unificare le due precedenti parrocchie: quella di San Bernardo in borgata Soprana e quella di S. Antonio in borgata Sottana.
E’ dedicata ai Santi Giacomo e Giovanni e mantiene la campana che era stata della chiesa di San Bernardo. Su un’altura oltre la borgata Soprana è arroccato il Santuario di S. Colombano, costruito intorno al 1000 dai monaci benedettini che lo dedicarono a questo santo di origine irlandese, fondatore della vita monastica nel regno di Francia nel VII sec. Nelle Valli Monregalesi San Colombano era raffigurato come un soldato romano, forse per simboleggiare il forte legame tra azione religiosa e politica dei monasteri.
La chiesa attuale è formata da due corpi di epoca differente: uno longitudinale più antico ma di datazione incerta, con campanile incorporato e uno a pianta quadrata, barocco (1645).
Nel corso degli anni sono state apportate alcune modifiche alla struttura, in ultimo, nel 1884, fu rifatto il porticato con tetto a vista dell'attuale facciata.
All’interno sono ancora visibili quadretti ex-voto a testimonianza della devozione al Santo, mentre all’esterno vi è l'antica "Conca" o "Arbi", una pietra scavata ad incavo dove si raccoglieva un liquido oleoso che pare avesse proprietà miracolose.
Purtroppo, racconta la storia, un pastore lasciò che uno dei suoi maiali si abbeverasse alla conca. Da allora tutta la magia dell'arbi è svanita......
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